Mediterranea Consumo

Dalla parte dei consumatori e dei cittadini

Che succede se non ritiro la raccomandata alla posta o dal postino?

postino

Non ritirare o rifiutare una raccomandata o un atto giudiziale dal postino può essere una pessima scelta.

È diritto di ogni cittadino rifiutare la raccomandata recapitatagli dal postino o non andare a ritirarla alla posta. Ma non è una scelta sensata. Ecco perché.

La raccomandata invita presso la residenza anagrafica del destinatario e da questi non ritirata si considera ugualmente valida e ha tutti gli effetti legali.

Se il destinatario si rifiuta di ricevere la raccomandata o è assente, il plico viene depositato presso l’ufficio postale per un mese. Lì sta in giacenza: durante tale periodo, il destinatario può comunque decidere di andare a ritirare il plico (esibendo la ricevuta che il postino gli ha lasciato nella cassetta postale).

Allo scadere del mese, se il destinatario non ha ritirato la raccomandata si forma la cosiddetta compiuta giacenza e la lettera viene restituita al mittente. Tuttavia, gli effetti per il mittente sono gli stessi di quelli che si sarebbero prodotti se la lettera fosse stata ricevuta dal destinatario. Infatti, la raccomandata a.r. spedita da chiunque (anche dallo Stato o da uno studio legale) e non ritirata per qualsivoglia motivo (a meno di “sconosciuto all’indirizzo”), si considera comunque ricevuta dal destinatario. Con la conseguenza che qualsiasi diffida o contestazione fosse contenuta nel plico, si presume conosciuta dal destinatario. Ecco perché non è un comportamento ragionevole quello di rifiutarsi di ritirare la raccomandata dal postino, solo perché si è notato che il mittente è un avvocato, il tribunale o qualsiasi altro soggetto dal quale non fa “piacere” ricevere comunicazioni.

Sintetizzando, in caso di rifiuto, assenza o mancato ritiro della raccomandata scatta la presunzione di conoscenza [1]: la lettera, cioè, si presume conosciuta salvo che il destinatario provi di essersi trovato nell’impossibilità di averne notizia [2]. Peraltro, secondo un orientamento giurisprudenziale, non conta la residenza anagrafica, quella cioè che risulta nei registri in Comune: se il postino trova il destinatario in un altro luogo, di residenza effettiva (anche se non formale), la notifica si considera comunque valida (a riguardo leggi il chiarimento contenuto in “Notifica: non conta la residenza che risulta all’anagrafe, ma quella effettiva“.

Dunque, la scelta di rifiutare la lettera o fingere di non essere in casa potrebbe essere pessima, perché comunque – pur considerandosi l’atto ricevuto – il destinatario, non conoscendone il contenuto, non avrebbe neanche modo di contestarlo o di prendere le contromisure.

Atti giudiziari

Il procedimento della giacenza è diverso se, invece di una normale raccomandata, il postino ha tentato di notificare un atto giudiziale, una multa o una cartella esattoriale.

In questa ipotesi, qualora non sia possibile eseguire la consegna per irreperibilità del destinatario o incapacità o rifiuto di questi (o dei conviventi o degli altri soggetti legittimati al ritiro della posta), l’ufficiale giudiziario depositerà l’atto nella Casa comunale (affissione all’albo pretorio).

Il destinatario viene messo al corrente di tale deposito con l’invio di una raccomandata a/r informativa.

Anche in questo caso, la notifica si intende perfezionata per il destinatario, ma solo dopo il decorso di 10 giorni di giacenza senza ritiro dell’atto.

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UTILIZZO IMPROPRIO CORSIA DI EMERGENZA

 CorsiaEmergenza

L’associazione Mediterranea Consumo raccomanda a soci e ad amici che abbiano ricevuto verbali, multe, o richieste di denaro di qualsiasi tipo legate ad un presunto “utilizzo improprio della corsia di emergenza”, dopo aver transitato e lasciato il parcheggio dell’aeroporto di Bari, di NON PAGARE ASSOLUTAMENTE un centesimo, ed anzi di rispondere a mezzo racc. a.r., allo studio legale autore di tali nefande missive.

http://rinnovapalermo.wordpress.com/…/camera-di-commercio-…/

la storia si ripete

http://www.lavoceditaranto.com/sventata-truffa-nazionale-sullrca/

MAGGIORE TUTELA PER I CONSUMATORI CHE ACQUISTANO PACCHETTI VACANZA ONLINE

STRASBURGO – Via libera dell’Europarlamento al rafforzamento della tutela dei consumatori che acquistano un pacchetto vacanza online. La plenaria di Strasburgo ha approvato a larghissima maggioranza (610 voti a favore, 58 contrari e 13 astenuti) una serie di nuove norme che mira a regolamentare il settore delle vendite di vacanze su internet che non era coperto dalla direttiva europea del 1990 attualmente in vigore. Grazie al voto di oggi il prossimo Parlamento Ue potrà negoziare con i Paesi membri il testo definitivo della normativa. 

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La relazione adottata da Strasburgo chiede che ai viaggiatori in vacanza che si trovano in difficoltà sia assicurata la necessaria assistenza, anche se i problemi non derivano direttamente dall’operatore che ha organizzato il viaggio. In caso che “inevitabili” e “impreviste” circostanze, come catastrofi naturali o attacchi terroristici, rendano impossibile per il viaggiatore il ritorno a casa in tempo, l’organizzatore – secondo la proposta dell’Europarlamento, deve provvedere a un alloggio a un livello equivalente alla sistemazione originariamente prenotata; o in alternativa pagare per un soggiorno di massimo cinque notti al costo massimo di 125 euro a notte (la proposta della Commissione era di massimo 3 notti a un costo massimo di 100 euro a notte).

 

Le norme mirano inoltre a garantire che gli orari dei voli o i prezzi di un pacchetto non possano cambiare in maniera significativa dopo la vendita. I prezzi potranno essere aumentati soltanto se il costo del carburante, delle imposte o delle tasse aeroportuali registreranno un effettivo incremento. Se il prezzo del pacchetto aumenta di oltre l’8%, i viaggiatori dovrebbero poter scegliere se riavere i soldi indietro. La legislazione punta anche ad assicurare che i viaggiatori siano rimpatriati se l’agenzia di viaggio fallisce mentre sono in vacanza.

 

Secondo i dati diffusi dalla Commissione Ue, per il 23% di persone che compra un pacchetto vacanza tradizionale (coperto dalla direttiva del 1990), ce n’è almeno un altro 23% che si rivolge a uno o più operatori online per una formula personalizzata. I negoziati tra Europarlamento e Consiglio Ue sulla nuova legislazione dovrebbero iniziare dopo le elezioni di maggio.

 

(

TRATTO DA

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/consumatori/2014/03/12/Turismo-Pe-piu-tutele-chi-acquista-pacchetti-vacanze_10222194.html

ELENCO DEI SERVIZI

 

ImmagineAi sensi del Codice del Consumo ci occupiamo di :

-tutela della salute (indennizzi, malasanità, colpa e responsabilità medica, ecc..) / difesa del diritto di chiedere ed ottenere il risarcimento del danno subito dalla persona all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private;

-tutela della sicurezza e della qualità dei prodotti e dei servizi ( danni derivanti dall’acquisto di beni e servizi, rispetto delle Carte di Qualità e dei Servizi delle aziende ovvero degli Enti Pubblici, degli istituti di credito e finanziari ovvero banche, assicurazioni, Poste Italiane,  ecc…;

-difesa del consumatore in relazione ad una adeguata informazione e corretta pubblicità (informative precontrattuali in caso di mutui, finanziamenti, erogazioni, prestazioni, pubblicità ingannevoli, ecc..)

– tutela del consumatore affinché le pratiche commerciali siano eseguite secondo  principi di buona fede, correttezza e lealtà, trasparenza ed equità ( calcolo interessi anatocistici e usurai su mutui e conti correnti, saldo e stralcio, negoziazioni con banche e istituti di credito, conciliazioni, mediazioni, contratti con fornitori di energia elettrica, gas, acqua, telefonia, internet, contratti per acquisti di beni e servizi in genere, conciliazioni CORECOM, ecc…);

-difesa del cittadino consumatore affinché sia garantita l’ erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualita’ e di efficienza;

-supporto all’associazionismo libero e volontario dei cittadini anche in relazione alla difesa dei propri diritti (modalità tecnico-giuridiche-economiche per la costituzione di associazioni, per la realizzazione delle attività, per la partecipazione a bandi di gara e finanziamenti).

 

 

Disservizi e violazioni della corrispondenza- Poste Italiane e Ufficio di Massafra

Riportiamo qui di seguito un caso accorso ad una nostra socia e relativo all’invio di alcune raccomandate dall’Ufficio Postale di Massafra.

E’ evidente che l’impiegato ha omesso di indicare alla Signora le modalità corrette per l’invio di denaro contante che, in buona fede, ha utilizzato la raccomandata ordinaria.  Ancora più grave è la violazione della corrispondenza effettuata dalle Poste Italiane.

La Signora *** ebbe ad inviare tre distinte raccomandate ordinarie rispettivamente recanti numeri ***,  *** e ***, tutte in data * 12.2013  presso l’Ufficio Postale di Massafra (Ta).

Alle predette missive veniva acclusa rispettivamente la somma di € 100,00, di € 80,00 e di € 50,00 previo assenso dell’impiegato che chiedeva informazioni in merito al contenuto delle stesse.

I destinatari delle raccomandate n. ****,  e ****ricevevano le lettere in data 12 dicembre, e constatavano che entrambe erano state manomesse. Nello specifico, le buste risultavano già aperte : ovvero la prima lacerata sui lati e l’altra nella parte anteriore.  In entrambe le buste il contenuto in danaro era scomparso.

Il destinatario della raccomandata n.*** non ha mai ricevuto la lettera. E, difatti, la Signora ****riceveva indietro la busta della raccomandata in data 0* gennaio 2013 , lacerata e con indicazione della mancata consegna da parte di Poste Italiane in quanto il destinatario risulta “sconosciuto”. Anche in questa terza lettera il denaro contante era scomparso.

Da oggi è un diritto dare ai figli anche solo il cognome della madre

Due coniugi milanesi hanno fatto ricorso a Strasburgo affinché fosse attribuito alla propria figlia il solo cognome della madre.

Oggi la corte dei diritti umani a Strasburgo riconosce la discriminazione operata finora dallo Stato italiano.Nello specifico, è stata riscontrata una violazione dell’art. 14 della Convenzione dei Diritti umani, in combinato disposto con l’articolo 8.

La possibilità di attribuire il solo cognome della madre ai propri figli è un diritto riconosciuto in numerosi paesi, non solo europei, ed è sinonimo di modernità, a detta di alcuni parlamentari. Letta, in riferimento alla sentenza, così si è espresso: “la Corte di Strasburgo ha ragione. Adeguare in Italia le norme sul cognome dei nuovi nati è un obbligo”.

COME IMPARARE A LEGGERE LA BOLLETTA

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Vuoi imparare a leggere la bolletta? Vuoi capire come comprendere tutte le voci indicate? Vuoi verificare che la tua lettura sia effettiva e non stimata? Vuoi vedere se il contratto stabilisce l’uso domestico residente o non residente? Inizia con la lettura della pagina che aprirai a questo link. Se vuoi verificare nel dettaglio i contenuti della tua bolletta e vedere di recuperare alcune somme, rivolgiti a noi

FORMULARIO UG -CORECOM- RICHIESTA ESPERIMENTO CONCILIAZIONE PER I SERVIZI TELEFONICI

FORMULARIO UG -CORECOM- RICHIESTA ESPERIMENTO CONCILIAZIONE PER I SERVIZI TELEFONICI

Scarica da questo link il formulario UG per esperire il tentativo di conciliazione con il CORECOM- Comitato Regionale per le Comunicazioni.

Hai un problema con il tuo operatore telefonico? Ti sono state accreditate sulla bolletta somme non dovute? Rivolgiti al CORECOM.

Se hai difficoltà nella compilazione del modello puoi rivolgerti a noi.

NEWSLETTER MEDITERRANEA CONSUMO – OTTOBRE 2013

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